Loler

Il progetto

LOLER: su cosa verte il progetto?

In Inghilterra, un esame completo delle attrezzature usate in quota dagli operatori (per esempio le corde per il tree-climbing) è effettuato secondo le norme LOLER (acronimo di Lifting Operations & Lifting Equipment Regulations). Il project Manager Billy Robb, con il supporto del programma Leonardo, vuole diffondere queste innovative metodologie di ispezione per un ulteriore sviluppo a livello europeo. Il processo include diversi settori: la formazione di certificatori, la valutazione dell’attrezzatura e i metodi applicati dagli ispettori preposti al controllo degli strumenti di risalita in Europa.

Gli standard europei & la Legge

Le leggi e i regolamenti europei in fatto di lavoro in quota prevedono dei requisiti studiati per aumentare la sicurezza dell’operatore. Spesso questi regolamenti supportano e rinforzano leggi già esistenti all’interno di molti paesi europei: per esempio, i regolamenti europei sul lavoro in quota del 2005 e i regolamenti inglesi LOLER. Le ispezioni delle attrezzature per salire in quota e le competenze degli ispettori sono entrambi punti critici all’interno di queste normative.

Gli incidenti sul lavoro secondo dati LOLER

Recenti statistiche inglesi indicano che il 50% degli incidenti sul lavoro avvengono durante attività di climbing quando si utilizzano attrezzi da taglio o motoseghe; la seconda causa di incidenti sul lavoro è dovuta a cadute dall’alto. Il settore dell’arboricoltura è uno tra i più colpiti dagli incidenti sul lavoro.

Gli operatori indicano che i problemi con le attrezzature sono tra le cause principali degli incidenti in quota, e in tutta Europa si stanno ricercando le cause di questi incidenti al fine di fare luce sulle dinamiche degli stessi ed elaborare una tattica di prevenzione. Queste problematiche non riguardano solo l’arboricoltura, ma anche altri ambiti come:

  • L’agricoltura e il settore forestale
  • Il settore delle costruzioni e dell’edilizia, per esempio con i ponteggi e lavori sui tetti
  • Attività di intrattenimento e avventura, come le produzioni teatrali e i corsi di arrampicata
  • La formazione militare
  • Le piattaforme petrolifere
  • L’alpinismo, l’arrampicata e la speleologia
  • Lavori di pulizia, per esempio di vetrate, finestre e tetti

La revisione degli standard di formazione per i certificatori delle attrezzature

Uno degli scopi del progetto è quello di valutare l’attuale situazione dei corsi di formazione per tecnici specializzati nella valutazione delle attrezzature per la risalita in pianta, e qualora questi corsi già ci fossero, standardizzare le procedure ed i livelli di formazione. Gli attuali metodi di valutazione sono principalmente qualitativi e molto dipendono dalla formazione dell’ispettore; se ne evince quindi la loro grande soggettività. Per esempio, estremamente soggettivo è l’esame visivo e manuale sulle condizioni di un’imbragatura da climbing, che potrebbe variare anche di molto da un certificatore ad un altro. Non esistono ad oggi degli standard che possano essere considerati oggettivi.

Test oggettivi e quantitativi vengono effettuati dai produttori, ma tendono ad essere distruttivi. Numerose apparecchiature per eseguire test sono utilizzabili, ma spesso sono troppo ingombranti e poco pratiche per poter essere utilizzate su larga scala e in campo. Un altro fattore da considerare è che spesso questi test sono eseguiti su materiali nuovi e quindi non sempre riflettono le reazioni dei materiali stessi nell’ambiente di lavoro; per fare un esempio, l’effetto di usura delle corde degli alpinisti.

I metodi non distruttivi

Una delle tematiche più importanti del progetto è quella di mettere a punto dei metodi non distruttivi (NDT, acronimo di Non Destructive Testing) da usare sulle attrezzature da climbing. Sono stati presi in considerazione e valutati diversi metodi:

  • Test di emissione del suono
  • Individuazione dei difetti tramite onde magnetiche
  • Termografia
  • Individuazione dei difetti tramite raggi X
  • Individuazione dei difetti tramite ultra suoni
  • Individuazione dei difetti tramite capillarità
  • Metodi basati sul passaggio di corrente (Eddy Current)

Il costo e le applicazioni pratiche hanno favorito in passato l’attuazione del metodo di capillarità (metodo invasivo); questo metodo si basa sull’uso di una sostanza che per capillarità rivela i difetti presenti, per esempio delle crepe sui moschettoni, che si evidenziano con un contrasto differente rispetto alle parti intatte. Questo metodo fu sviluppato per materiali come metalli e leghe.

Per le attrezzature di tessuto, per esempio le corde, può essere molto difficile valutare visivamente la presenza di difetti. Per questo motivo, il progetto LOLER include opzioni per la ricerca e lo sviluppo di materiali con scopi sperimentali. E’ in fase di sviluppo un tipo di corda che rivela i livelli di usura rispetto agli standard.

In definitiva, un difetto (per esempio una fibra instabile) che magari non si vede visivamente ma che può seriamente ridurre il carico di lavoro o la resistenza alla rottura, dovrebbe essere identificato chiaramente durante un’ispezione.

IL PROGETTO LOLER: gli obiettivi principali

Il progetto LOLER ha lo scopo di standardizzare in tutta Europa i metodi attualmente utilizzati nei diversi paesi, definendo criteri oggettivi di ispezione e utilizzando un approccio scientifico attraverso lo sviluppo di nuove attrezzature e tecniche in modo da aumentare la sicurezza in quota di tutti gli operatori.

Il Team del progetto

A1 Arborist Ldt (Inghilterra). Contatti: Billy Robb (Project manager); Kristyna Dvorackova (Coordinatore e responsabile qualità di progetto)

Università di Mendel (Repubblica Ceca). Contatti: Pavel Nevrkla (Consulente per i test sulle attrezzature)

Fito – Consult (Italia). Contatti: Daniele Zanzi (Consulente per i test sulle attrezzature)

Tree Care Ireland (Irlanda). Contatti: Kevin Birchall (Consulente per test pilota)

Forest Sciences Centre of Catalonia (Spagna). Contatti: Rosa Ricart (Consulente per la comunicazione di progetto) & Daniel Gabarro (Consulente per test pilota)

MWMAC (Inghilterra). Contatti: Chris Hughes (Consulente di progetto)

Università di Copenhagen (Danimarca). contatti: Henning Johansen (Consulente di progetto)

Kamila Jurickova- Mountain Leader Services (Repubblica Ceca): Esperto tecnico di salita con funi

Lukas Neklan – Singing Rock (Repubblica Ceca): Esperto tecnico di salita con funi

Fabian Frank – Frank Tree Care (Germania): Esperto tecnico di salita con funi

Ledvina – Pavouci (Repubblica Ceca): Esperto tecnico di salita con funi